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domenica 18 settembre 2011

Giran voci


Giran voci che l'Accademia riprenderà addirittura a Novembre e questo non è affatto una cosa da augurarsi, più tempo passiamo dentro quelle mura, più sono le probabilità di succhiare un pò di know-how. Gira anche voce che la Tudini (pietra miliare e fiore all'occhiello dell'insegnamento old-school di moda) non "ticchetterà" più sulle sue belle gambe, criticandoci disegni&costumi, per i corridoi. E questo sarrebbe ancor più terribile dal momento che, ripeto, amata od odiata che sia, è una donna (prima che un insegnante) in grado di far crescere i suoi studenti con i suoi metodi schietti, tradizionali ma freschi nel contempo. E poi, dico io, abbiamo cominciato un percorso con la suddetta, non portarlo a termine significherebbe non completarlo, e le cose non finite o sono delle grandi opere d'arte, o destano un senso di fastidio, di incompiutezza e smarrimento, seppur psicologico.
Già da un pò le cose in Accademia si evolvevano, spostamenti di uffici e mobili, cambiamenti repentini di programma, corsi che non si sà quali professori avrebbero seguito...Ma finchè si parla di evoluzione, ben venga, se venga bene. I sussurri che passano tra noi sono solo delle incertezza su quanto sarà questo anno, decisamente determinante per me che sono all'ultimo, ma certo anche  per chi stà per entrare e chi è all'adolescenza del percorso. I nostri interrogativi sono sempre gli stessi e sempre più motivati dall'andamento della politica Italiana, Europea, Nazionale.
Quello che ci serve per affrontare il futuro sono degli strumenti in carne ed ossa (licenza poetica n.86) quali persone preparate e pronte a mettere al nostro servizio il loro sapere, laboratori con macchine funzionanti, workshop in collaborazione con il mercato, la possibilità di fare stage non solo a Roma, ma in tutta Italia e all'estero. Sarebbe bello poi, se l'Accademia prendesse in considerazione l'idea degli Erasmus, ci serve, serve tutto.
Noi possiamo metterci impegno (tanto, tantissimo), fede nelle potenzialità dell'Accademia, e soldi.
A presto belle mura arancioni!

domenica 10 luglio 2011

Fashion-system

Sto' pensando. La moda e' davvero cosi' shining? E soprattutto, le persone che gravitano intorno ad essa.
Vivienne Westwood
Givenchy
Ovviamente non lo so' e in realta' ho la certezza che non si puo' stringere un laccio ad un fascio d'erba e dire che quello e' il mondo del fashion. Sono profondamente convinta che le persone sono solo persone, e hanno tutte le stesse pulsioni, gli stessi bisogni, gli stessi sentimenti. Pero' e' certamente vero che a volte si puo' generalizzare un pochino, per esempio posso dire che i francesi sono molto smart, che gli inglesi sono absolutely stravaganti, che gli americani non ne capiscono molto e che in Italia persiste (luckily) il <made in>. E' luogo comune dire che il fashion-system e' fatto di squali e squaletti especially nelle grandi aziende ma posso assicurare che anche nel piccolo mondo solastico-accademico abbiamo un minuscolo assaggio di quello che sara'.

E' inutile ora rivangare le ingiustizie che ci sono state, i favoritismi, le paraculate (pardon), e' solo che penso quanto sono disposta.
Perche' penso, qui' oltre al talento (che non sono certo certa di avere), devi scendere ad amari comprmessi, graffiare i tuoi colleghi per un poco di visibilita', essere brillante sempre, essere dovunque e ridere, conoscere, comprare. Definitly, forse non e' cosi' shining, e' solo un job.
Fausto Sarli
However not in Italy.
Qualcuno l'avra' capito, sono in Inghilterra ed e' fantastico godere della vista di un popolo che si veste a cazzo di cane (pardon!)
PS: Da ora adoro Fausto Sarli <3

martedì 12 aprile 2011

ITALIA: dal 2003 ad oggi un gran progresso

parlato: Io G. G. sono nato e vivo a Milano.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.


Giorgio Gaber.
 
 
è imbarazzante l'attualità di Gaber...Italia è solo un nome  io me ne vergogno. Tutto ciò è molto grave.

lunedì 4 aprile 2011

Gossip Accademy of costume and fashion LE COSE DA NON FARE SE SEI UNO STUDENTE DI MODA

"no, no, di te mi ricordo, di lei assolutamente no". Professor Ciucci riferendosi a noi anonimissimi.

No,se fai una cosa così, sarà dura. Metti a repentaglio la tua posizione sociale in Accademia:


1)Indossare mutandoni color carne che fanno cucù dai pantaloni (e comunque se ti si vedono gli indumenti intimi sei out giacchè il punto vita si è alzata almeno 3 anni fà)

2)Indossare calze color carne, in sostanza, per non rischiare, non comprarti abiti color carne (e se proprio ti piace, fai come lady Gaga e compra i tuoi vestiti dal macellaio)

3)Vestirsi di bianco e arancione (potresti essere scambiato per un impiegato del Conto Arancio)

4)Avere un atteggiamento ostico e impudente nei confronti di Moda donna o Storia dell'Arte, i professori in questione sono in grado di farti piangere e non ti faranno sconti, che tu sia bella e brava o brutta e grassa (pardon, volevo dire cattiva)

5)Presentare dei lavori plastificati, sporchi di colla o senza una ricerca che ti abbia prosciugato una dozzina di cartucce da stampante

6)Non sapere cos'è uno sbieco e chi l'ha reso così famoso con i suoi abiti scivolati (io lo sò e non ve lo dirò)

7)Mangiare roba fritta ( esclusa Laura, lei può tutto mangiare)

8)Parlar male dei professori che ti fanno piangere (l'avresti mai detto che sono quelli che ti insegnano di più?)

9)Non saper pronunciare: Yohji Yamamoto, Yves Saint Laurent, Manolo Blanik...

10)Non bere almeno due litri di acqua o liquidi drenanti, asciuganti, anti-liposi, dietetici, diuretici, osteoporosi (no, no, osteoporosi non centra).

Per stasera è tutto e ricordate: no al colesterolo, si a Valsoia.

venerdì 11 marzo 2011

KETCH UP

Oggi vi recensisco un sito nato ieri, fatto da ragazzi giovani e belli (bhè, forse belli no).
Già, perchè finalmente ho l'occasione di smentire quelle demagogie a proposito di una generazione (la nostra) fatta di lascivi e oziosi, di mentecatti e mentecani. No pulcini, sappiate che in Italia c'è molto, si, molto di più:

Ketch Up (studio di grafica presso Piazza F. Borgoncini 7A/  INFO@KETCHSTUDIO.COM)
http://www.ketchstudio.com/

Com'è il sito della Ketch?
Il sito della
KetcH Up studio fonde insieme serietà ed ironia. Serio in quanto la leggibilità intesa come pulizia, l'ordine e il contenuto è altamente professionale ed esauriente, ironico perchè presenta una grafica fresca e giovane, colorata ma non sgargiante, creativa e geniale senza manierismi eccessivi.
Tutto questo trasmette serenità e fà in modo che il cliente si senta a suo agio, rapito dalle sorprese che il sito presenta: le ondine sopra e sotto, la presenza dei visi spiaccicati in un oblò di chi lavora nello studio, l'iter progettuale, il portfolio interessante anche nella forma e molte altre.
A fomentare questo clima di ilarità è il linguaggio accattivante (quando non sai come dirlo, rivolgiti al vocabolario!) e, se non bastasse, il cliente che non si fida del "packaging" potrà godere dei i lavori presenti nel portfolio per convincersi che "questi" ci sanno fare.

Convincersi che la
Ketch Up ha un know-how del lavoro eclettico, in base alle singole esigenze di ciascun cliente.
Sono convinta che basterà alzare l'awareness del sito per renderlo un gran successo.
In ultimo, e con questo concludo, questi 4 giovani ed esperti grafici hanno avuto l'idea di avere un blog in cui bazzicare, alla ricerca di immagini ed informazioni che gravitano attorno al mondo della creatività. Spero su questo fronte di poterlo seguire assiduamente e trarvi info non solo sul contenuto immagine, ma anche riguardo l'economia, la politica e le new (promettenti) entry.











Membri della Ketch Up:
FABIO AMENDOLA designer
ALESSANDRO FANTINI creative
RICCARDO RUSSOMANNO web designer
GIORGIO GUIDOTTI project manager


questo è il blog: http://www.ketchstudio.com/blog/

bravissimo Pino, sono orgogliosa di averti come amico



lunedì 14 febbraio 2011

Strangles Golden Brown (giast for dendi)

Golden brown texture like sun
Lays me down with my mind she runs
Throughout the night
No need to fight
Never a frown with golden brown

Every time just like the last
On her ship tied to the mast

To distant lands
Takes both my hands
Never a frown with golden brown

Golden brown finer temptress
Through the ages she's heading west
From far away
Stays for a day
Never a frown with golden brown

Never a frown
With golden brown
Never a frown
With golden brown 





Un tessuto marrone dorato come il sole
mi mette giù con la mente
lei corre nella notte
non c’è bisogno di combattere
mai un cipiglio col marrone dorato
 

ogni volta è proprio come l’ultima
sulla nave di lei, legato all’albero
verso paesi lontani, mi prende le mani
mai un cipiglio col marrone dorato

la più bella tentatrice marrone dorata
attraverso i secoli si dirige ad ovest
arriva da lontano, rimane per un giorno
mai un cipiglio col marrone dorato

mai un cipiglio col marrone dorato
mai un cipiglio col marrone dorato
 

martedì 8 febbraio 2011

Gossip Accademy of costume and fashion (questa non vi piacerà)

Ricominciano le invettive polemiche (about Accademy, it's know), fateci il callo, scrivere bene è troppo difficile per una malalingua come la mia (ma anche la vostra se siete capitati quì).
Iniziamo con l'ipocrisia, calda fonte a cui si abbeverano tutti i nostri spiriti; vi ricordate quanti elogi intessuti, a favore di un piccolo mondo come il nostro, calde coperte accoglienti, sembravano tutti a braccia aperte, pronti a tirarsi giù dal letto se avevamo un problema, come in una bella famiglia, sembravano, nevvero, professori mammeschi all'inizio, durante le presentazioni, e noi, uccelletti smarriti, felicissimi di poppare direttamente dal loro biberon, sapendo che ci avrebbero dato la mano durante questo difficilissimo percorso per diventare stilisti, creati, di più, delle STAR!!!!
Bambini, non ce l'avete una casa?Bhè, se credevate che l'Accademia avrebbe rimpiazzato il paparino, siete fuori rotta. L'Accademia è una palestra per la vita, fateci l'abitudine alle parole sprecate in complimenti e rassicurazioni, this is ipocracy (non sono affatto certa che in inglese si scriva così, Francesca mi correggerà)
Cucciolotti, i professori per la maggior parte, se ne sbattono. I più clementi fingono interessamento e per lo meno, ci provano, ma poi si rendono conto che siamo troppi da gestire, troppi figli, e mantengono un'aria quasi complice, ma è formalità, il loro ruolo è stabilito da anni di recite. Ben peggiori altri professori, ti dicono che a loro i cognomi non piacciono, ma finiscono sempre per richiederti il nome o se non ricordano, smettono di chiamarti.
Un nobel alla professoressa che prende appuntamento dall'estetista davanti alle nostre facce incredule e poi si lamenta se la sua classe è riempita dei soliti 3 secchioni a cui piace davvero la materia in se, aggiungendo che non ci và di studiare.
Un altro premio a chi assegna dei compiti sulla base di niente (ok, fà parte del gioco inventarsi delle soluzioni, ma io dove lo trovo un cartamodello del 1680?) e con il tono del capo incazzato si meraviglia che siamo degli incapaci, se ci vede imbambolati con la carta attaccata sulla fronte, il metro al collo, gli spilli in bocca e le forbici sotto le ascelle.
Mi scusi lei, ma invece della pausa caffè mi può spiegare e aiutare in questo momento critico della mia vita? Incapaci noi. Non critico (non mi permetterei) i metodi d'insegnamento di ciascuno, sono amareggiata e divertita al contempo di un' Accademia fatta di persone che fingono interessamento e serietà nei nostri confronti, quando siamo in fondo, nient altro che italiani che si coltivano l'orto e va bene così, ma non lustrate le mura dell'edificio con l'ipocrisia, pardon, ipocracy è più glam.
Non posso non citare infine un professore che mi ha ripreso ben due volte per le parole da me utilizzate: "stronzetto" riferito ad un dandy e "strafica" riferito alla Lopez, quando sul suo profilo pubblico di facebook appaiono foto non appropriate all'immagine che vuole trasmetterci, se non di raffinatezza, quanto meno non volgari.

martedì 25 gennaio 2011

Gossip Accademy of costume and fashion

Cerchiamo di classificare gli atteggiamenti, il lessico e le movenze di uno studente medio di moda e costume, eccone alcuni esempi:

-Entrare in aula con gli occhiali da sole = chiedere ai suoi simili di notare l'accessorio / nascondere delle occhiaie di cui ci si vanterà per sottolineare lo stacanovismo
-Consegnare un lavoro per primi = "famme levà stà spina dal fianco"
-Consegnare nel mezzo = "mi confonderò nella massa perchè ho fatto uno schifo"
-Consegnare per ultimi = qui i casi son due: o si prende il professore sulla stanchezza (e quindi sulla clemenza), o perchè si è fatto un ottimo lavoro e si vuole concludere in bellezza.
-Sorridere e scherzare con i tecnici dell'Accademia (tutti elementi assai singolari): chiamasi "lecchinaggio"; prima o poi tornerà utile
-Accennare saluti = me la tiro perchè posso (no, non puoi)
-Sviscerare saluti quasi emozionati = faccio finta di essere umile e parlo con tutti, conosco tutti, sono-fichissima

questi alcuni esempi di parole chiave, con cui "sei (o non sei) al giro":
-favoloso = che dire?
-fantastico = non saprei che dire
-pazzesco = veramente, non saprei che dire
-incredibile = è incredibile, continuo a non sapere che dire
-ciao bella = ciao tu
-ti trovo in forma = ahahahaha, non c'è bisogno di specificare di chi stia parlando
-Margiela = con questo nome sulle labbra, sei per forza un fico
-D&G = con questo nome invece, non lo sei affatto
-Lancetti = l'ultima spiaggia (se vi piace Lancetti, optate per ValleVerde od Oviesse)
-potente, di pancia = simulazione di una cultura illimitata in storia dell'arte.

alla prossima.
ps: tutti i riferimenti a fatti/persone esistenti è decisamente reale.

lunedì 24 gennaio 2011

L'essere che deve morire splende almeno prima di dissolversi


Non è un segreto che una coscienza a volte può essere una peste/ Non è un segreto che l'ambizione morde le unghie del successo/ Ogni artista è un cannibale, ogni poeta è un ladro/ Tutti uccidono la loro ispirazione e poi cantano il loro dolore. (U2 - The Fly, 1991)

Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino:
Portrait of a Youth
1520s
Oil on wood, 59 x 44 cm
Musée du Louvre, Paris


venerdì 14 gennaio 2011

alla fiera di moda vincono i cervi (into Pitti Uomo 2011)


1) Essere consapevoli che se si è studenti, non si è un cazzo. (ho avuto l'impressione che emanassimo un odore sgradevole: la gente (gentaglia per lo più), una volta data la nostra classificazione faceva una smorfia e un paio di passetti indietro.)
2) Evitare di mettersi i tacchi, (è ridicolo, è banale, è assolutamente autolesionistico)
3)Portarsi il pranzo al sacco (avete presente il martedì mattina sul lungotevere in Sassia? Esatto, trovare un parcheggio alle 8e20 di mattina stà come trovare un buco in cui comprimersi per pranzare)
4) Non sentirsi persone originali e all'avanguardia; ad una fiera di moda sarai sempre molto indietro ai giapponesi (buondio che personcine deliziose)

Detto questo, complimentissimi al padiglione " My Factory" dove sperimentazione e sapienza artigianale danno vita a stand nuovi e creativi. E se proprio volete un consiglio per la stagione prossima, nell'armadio non può mancare la pelle (possibilmente traforata) abbinata a tessuti aereosi e un capo asimmetrico con tagli architettonici.
Gli altri stand negli altri padiglioni si sono distinti per la fortissima presenza di maglieria murbida, assenza quasi totale di denim (neanche Jacob Choen ce li ha fatti vedere) e sobrietà assoluta anche nei toni.
Un'applauso enfatizzato spetta all'esposizione, dagli alberi azzurri a manichini con teste di acquile, animali imbalsamati, armadi rovesciati, vasche con caramelle, era presente ogni genere di diavoleria e tantissimi cervi.
Delusione per i banchetti, ed erano proprio banchetti, in cui comprare libri di moda.
Grazie a tutti quelli che offrivano aperitivi, ubriacarsi gratis è sempre bello.

Detto ciò; i numeri:
890 i marchi/collezioni che saranno presentate a questa edizione
292 i marchi provenienti dall’estero (33% del totale)
709 le aziende che parteciperanno al salone
59.000 i metri quadrati di superficie espositiva
14 le tappe in cui si articola il percorso dentro la moda uomo
_ Pitti Uomo, Affinità Elettive, Pop Up Stores, Fashion At Work
_ Sport & Sport, Uppercasual
_ Ynformal, Urban Panorama, My Factory
_ Fashion / Design, Futuro Maschile, Touch!, l’Altro Uomo, New Beat(s)
30.000 i visitatori complessivi del salone
oltre 18.000 i compratori all’ultima edizione estiva
6.100 i buyer dall’estero (il 34% del totale)

mercoledì 5 gennaio 2011

Come nasce una collezione

Come nasce una collezione?
Non lo sò, quindi, se credevate che vi avrei spifferato i segreti dei grandi uffici stile, potete anche andarvene.
Per chi resta, si accontenti di leggere della mia collezione. Molto triste. Molto robotica (ma si potrà dire di abiti?). Molto, molto anni 70.


maglieria anni 70
Sad-Ciborg-Seventy.                                       
impegnativo; passatemelo.
Nick Lepard
 Carmelo (insegnante moda-donna) ci aveva "commissionato" dei tecnici di maglieria, avventuratami in biblioteca a prender spunto, quella strana donna che custodisce i libri accademici, tutta contenta e su di giri (ma siam tutti così là dentro, o fingiamo, o prendiamo troppi caffè, siam  forastici e tiriamo le labbra in giro per i corridoi)mi dà..
Mi dà il libro di Albertina, se non sapete chi è siete assolutamente degli ignoranti in materia.
What a nice dress! quaranta tecnici fatti grazie alla sora Albertina (e alla bibliotecaria, per carità).
Poi commissionata collezione, unici vincoli: usare denim e maglieria.
La mia collezione parte dunque dall'elaborato bell'e fatto, e forse non è correttissimo, ma in finale, dello stile di  Albertina...non v'è più traccia. E questo perchè l'ho resa MIA.
Cercavo la tavola colori e mi sono imbattuta nella raccolta "HOTEL" di LeChapelle, ma sceglierne una soltanto, è un torto inammissibile a questo genio del male, quindi ho cominciato a pensare alla collezione con i suoi germi dentro.
LeChapelle
La strada, la strada, la strada mi regala sempre grandi soddisfazioni, e il Prof Bad-Trip è forse il fumettaro più underground che ci sia, a questo punto c'erano gli anni 70, il grottesco e la robotica. Sfoglia che ti risfoglia mi imbatto in due artisti molto simili, e assolutamente sulla stessa lunghezza d'onda dei miei abiti, delle mini-illustrazioni che avevo iniziato a fare, del mio stile insomma...
Nick Lepard e Nick Gentry.
Nick Gentry
Avevo tutto, ho solo dovuto comprare un book e farmi un culo allucinante nel ritagliuzzare e impostare le immagini, ma vi posso svelare un segreto?
è la parte più bella e emozionante, improvvisamente ti rendi conto come ogni cosa rimandi all'altra perchè c'è un filo conduttore che tu hai filato per tutto il tempo. Ogni colore chiama, ogni illustrazione squilla gli abiti che tu hai creato, e alla fine..
Sad-ciborg-seventy.

martedì 21 dicembre 2010

Ad Holden piaceva il surrealismo

"La fantasia è la facoltà più libere delle altre, essa infatti può anche non tenere conto della realizzabilità o del funzionamento di ciò che ha pensato. é libera di pensare qualunque cosa, anche la più assurda, incredibile, impossibile.
Il verismo vede l'ogetto così com'è.
Il surrealismo lo vede in combinazioni strane."
Bruno Munari -Fantasia-

La mia predisposizione al surrealismo nasce probabilmente da una pulsione di rifiuto per ciò che abbiamo intorno, assumo un atteggiamento adolescienziale di protesta, come il giovane Holden. Sempre. Ci chiedono di essere concreti, razionali, materiali. Ci chiedono (e lo fanno in maniera silenziosa) di AVERE cose, case, cani. Mi adatto (ho cose, casa e cane), ma non posso rinunciare, proprio non posso, ai cartoni animati, all'irrazionale per eccellenza, all'accettazzione che una cosa sia così, vera e fredda, perchè il mondo gira in un senso che non capisco.

Ma ormai il surrealismo fà parte di un'epoca che non mi appartiene, ed oggi vivo il il surrealismo pop. Carrellata di immagini.
 
 








sabato 18 dicembre 2010

Pitti Uomo, tra creatività e innovazione.


PITTI CITY è  il l tema di gennaio 2011
Lo skyline di una città che è un po’ Firenze, e un po’ ogni luogo metropolitano che fa riferimento alla moda contemporanea: è Pitti City, il tema di questa edizione del salone. Pitti Immagine, con la sua idea non tradizionale di fare fiera, ha da sempre avuto un rapporto molto stretto con la città. Questo gennaio sarà la città a entrare nella manifestazione: alla Fortezza da Basso, grazie agli interventi dei Tankboys, gruppo di illustratori e graphic artist, ci saranno enormi sagome di palazzi storici e grattacieli, piazze, monumenti, mercati e negozi, a disegnare una città dentro il salone, con una visione ironica e artistica, in grado di mettere assieme tutte le diverse anime e sezioni del salone. E ancora, ricostruita attraverso lightbox e manifesti, una mappa tridimensionale comunicherà l’accesso alle diverse sezioni, segnerà il percorso e l’offerta espositiva del salone. Una nuova testimonianza di quanto Pitti Uomo rappresenti, con la ricchezza delle sue diversità, il panorama più completo della moda maschile.
 
Il NUOVO LAYOUT di Patricia Urquiola completa la trasformazione del Centrale
A gennaio il progetto del nuovo layout affidato all’architetto e designer Patricia Urquiola completa la geografia del Padiglione Centrale, coinvolgendo anche gli spazi del Piano Terra: una disposizione degli stand più aperta, che mette in dialogo i prodotti e i marchi come in un vero department store. Nel percorso tra le collezioni il Piano Terra dialogherà in modo ancora più diretto con il Padiglione Cavaniglia (sezione Sport & Sport) da una parte, e con la ricerca del Fashion District dall’altra (con le sezioni Futuro Maschile, Touch!, l’Altro Uomo). Il Padiglione Centrale diventa così sempre di più luogo in cui Pitti Uomo elabora le tendenze più attuali del lifestyle, ma anche il simbolo di come il salone si sia evoluto negli anni, coniugando tutte le anime del menswear che in questo momento sono più forti sul mercato.
 
Il ruolo del NUOVO FORMALE a Pitti Uomo
Cresce il ruolo del “nuovo formale” nella geografia del salone e della moda maschile. Da una parte il Piano Inferiore del Padiglione Centrale è sempre più il luogo scelto dalle aziende - con nomi come BoglioliBrunello Cucinelli,Church’s, CIPA di Kiton, CrucianiLardiniIsaiaJacob CohenDrumohr e altri - per rappresentare con le loro collezioni lo stile emerso nelle ultime stagioni dalla contaminazione tra classico, ricerca e sportswear, espresso da altri nomi di punta del nuovo classico come CIPA di Kiton e Cantarelli, sempre protagonisti al Centrale. Dall’altra Futuro Maschile, con le sue aziende italiane e internazionali - nomi come SartorioRodaCamoshita United ArrowsAlden e altri - continua ad esprimere la nuova eleganza maschile attraverso un prodotto capace di coniugare carattere sartoriale, contenuti di stile e concretezza. Realtà affermate che da molte stagioni puntano sulla Fortezza da Basso per rinnovare la loro identità, in sintonia con i gusti, gli stili e la velocità del presente.
 
Cresce l’attenzione sullo SPORTSWEAR
Le grandi aziende dello sportswear, quelle che in questo momento stanno raccogliendo risultati importanti sul piano commerciale, fanno investimenti sempre più consistenti su Pitti Uomo, segno che il salone è riconosciuto come la piattaforma ideale per presentare le collezioni e le nuove iniziative. E mentre marchi come Marina Yachting e CP Company si aggiudicano spazi più grandi e creano allestimenti d’impatto, assistiamo anche a rientri importanti, come quello di Façonnable e di Jeckerson, o ad anteprime mondiali come la nuova raffinata collezione di Albert Arts.
 
Nuovi POP UP STORE al CENTRALE
Oltre che al Piano Inferiore e all'Attico, anche al Piano Terra ci saranno i Pop Up Store: un'area dedicata al design, con una speciale selezione di oggetti di "easy design", progetti di qualità e lusso quotidiano firmati Skitsch che dialogano con un pubblico allargato, ideati per essere venduti nei migliori concept store. Una collezione completa per l'abitare, volutamente eclettica, firmata da designer internazionali, noti ed emergenti - in collaborazione con l'art director Cristina Morozzi; e un Pop Up Store dedicato al benessere, con prodotti per la cura del corpo e della persona, sempre scelti in modo autoriale. E ancora, un’area dedicata alla passione per le moto: la Fine Art Dirt Collection sarà un’esposizione di 7 moto e una mostra che racconta due discipline come lo speedway e il flat track, interpretate da Roberto Totti e Mr Martini, due customizer di fama mondiale, e da uno stilista della calzatura come Alberto Fasciani, in un progetto curato dal fotografo Alberto Narduzzi. Queste tre nuove aree speciali sono espressione della complementarietà tra abiti, oggetti e prodotti, che sempre più caratterizzano l'offerta di lifestyle di Pitti Uomo, e riflettono l'immagine evoluta del Padiglione Centrale.
 
Il focus sulla ricerca di TOUCH!
È un mondo in crescita quello espresso dalla sezione Touch!: c’è una lunga waiting list di aziende che fanno richiesta di presentare le loro collezioni in questa sezione, e si tratta in gran parte di marchi internazionali, espressione della ricerca più eclettica nel guardaroba dell’uomo contemporaneo, degli stili più visionari, che recuperano tradizioni, materiali sofisticati e ricchi del passato, per sperimentare e rappresentare l’avant-garde oggi.
 
MY FACTORY: scommessa vincente nel rappresentare gli stili emergenti
My Factory, il progetto espositivo di Pitti Uomo nato nel giugno scorso, a questa edizione si espande negli spazi del Lyceum, con un nuovo allestimento urban curato da Oliviero BaldiniMy Factory è nato come una scommessa: quella di dare rappresentazione agli stili emergenti della moda, che fanno riferimento alla cultura metropolitana oggi, alle nuove tecnologie, alle contaminazioni tra musica, arte, design. Una scommessa non semplice per un mondo così molteplice e variegato, ma My Factory è riuscito a presentarsi come un contenitore ideale, sia per le aziende, sia per i buyer alla ricerca di novità e input commerciali. Tra i marchi di questa edizione segnaliamo: Bob Sdrunk, Commune de Paris 1871, Frost Birgens, HTC - Hollywood Trading Company, Il Sistema Degli Oggetti, Levi's Made & Crafted, Salvation Nation, Springa, Uniforms For The Dedicated.
 
Gli esordi dei nomi nuovi di NEW BEAT(S)
Sempre al Lyceum, ma al primo piano, anche a questa edizione ci sarà New Beat(s), l’area che Pitti Uomo dedica ai debutti assoluti. Provengono da tutto il mondo - dalla Corea Del Sud, dall’Australia o dalla Gran Bretagna – i giovani designer che uno scouting attento ha segnalato come i più interessanti in questo momento, e che si presentano al primo appuntamento con il pubblico internazionale proprio a Pitti Uomo. Tra i marchi presenti segnaliamo: Cipher, Moveroma, Quayeyeware Australia, Rae Jones, Resurrection, Twins For Peace.

mercoledì 1 dicembre 2010

ANFETAMINA

mis. mis. mis.

MiScugli di colore iMpiaStrano la tela
Mi Scuso con il Suolo
Mi Sciolgo con il Suono
Mi Sento come che Sono.

ed ora un paio di haiku:
1) pioggia,
un mazzo di Iris attraversa il mio cancello.

2) una mosca screziata
a zonzo scie cobalto 


venerdì 5 novembre 2010

Dopo J. Kerouak, BIT BEAT GENERATION

di notte i rumori si fanno eco, rimbombando nelle stanze spente, e nelle strade vuote, rimanendo agganciati agli ogetti.
Le foglie strascicano.

Carissima bit beat generation, sò che puoi fare molto se cominci a stupirti. Comincia dalle cose semplice, come guardare il fornaio che ti fà il pane, e ringraziarlo da dentro, se domani qualcuno lavorerà per venderlo, qualcun altro suderà per comprarlo. Tu, che ti accusano di  non avere interessi e opinioni, rispondi che sei cresciuto pieno di vizi e senza guide, e ciò che sei lo devi alle tue scelte. Bit, beat, parlargli della musica che ascolti, argomenta le note o resta in silenzio, ma con lo sguardo infuocato, digli che anche tu hai dei gusti, magari discutibili ma tuoi.

Generazione, ti chiedo di essere sincera e affermarti. Abbiamo distrutto gli ideali, abbiamo parlato male, ce ne siamo stati col culo a terra, imboccati da persone anziane e chiuse come uova, ma stanchiamoci di emarginarci.

Restare in casa e ascoltarsi ci è stato indispensabile, adesso dobbiamo riunirci e guardarci in faccia, amareggiati di come và il mondo e orgogliosi di poter irrompere nel mondo, come noi lo vorremo.

Ahimè, autunno triste,  tu che non hai il Natale o i fiori, io temo gli altri perchè non ho fiducia. Siamo senz'arte nè parte, senza inverni e senza primavere,senza mare e montagne? Bit Beat generation, di questo parlano.Ma io mi stupisco, ho interessi, opinioni e giudizi, io ho scelto di non credergli, di pensare a modo mio, di sbagliare fino in fondo e piangere, e piangere, e piangere e finalmente, avere coraggio di uscire dagli schemi.

Generazione a disagio, io giro la testa e vi assicuro che siamo in tanti e siamo forti.
diventiamo guerrieri, strappiamogli la convinzione che le nostre radici attingono da un terreno mediocre