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domenica 10 luglio 2011

Fashion-system

Sto' pensando. La moda e' davvero cosi' shining? E soprattutto, le persone che gravitano intorno ad essa.
Vivienne Westwood
Givenchy
Ovviamente non lo so' e in realta' ho la certezza che non si puo' stringere un laccio ad un fascio d'erba e dire che quello e' il mondo del fashion. Sono profondamente convinta che le persone sono solo persone, e hanno tutte le stesse pulsioni, gli stessi bisogni, gli stessi sentimenti. Pero' e' certamente vero che a volte si puo' generalizzare un pochino, per esempio posso dire che i francesi sono molto smart, che gli inglesi sono absolutely stravaganti, che gli americani non ne capiscono molto e che in Italia persiste (luckily) il <made in>. E' luogo comune dire che il fashion-system e' fatto di squali e squaletti especially nelle grandi aziende ma posso assicurare che anche nel piccolo mondo solastico-accademico abbiamo un minuscolo assaggio di quello che sara'.

E' inutile ora rivangare le ingiustizie che ci sono state, i favoritismi, le paraculate (pardon), e' solo che penso quanto sono disposta.
Perche' penso, qui' oltre al talento (che non sono certo certa di avere), devi scendere ad amari comprmessi, graffiare i tuoi colleghi per un poco di visibilita', essere brillante sempre, essere dovunque e ridere, conoscere, comprare. Definitly, forse non e' cosi' shining, e' solo un job.
Fausto Sarli
However not in Italy.
Qualcuno l'avra' capito, sono in Inghilterra ed e' fantastico godere della vista di un popolo che si veste a cazzo di cane (pardon!)
PS: Da ora adoro Fausto Sarli <3

lunedì 16 maggio 2011

buon fine anno Accademia

Un altro anno accademico finisce.
Siamo tutti un pò più folli, più focalizzati su quel futuro che fà tanta luce, come fosse un foglio bianco su di una lavagna luminosa accesa, quelle di scuola, tanto per intenderci. Fumavo una sigaretta con la testa fuori dalla finestra (passasse Fiamma mi avrebbe di certo multato) e ho realizzato che a breve l''anno sarà finito, si spezzerà la routine. Niente più thè chimici sfornati dalla macchinetta che si  rompe ogni tre per due. Niente più sbirciare la bacheca per vedere se Silvia ha messo qualcosa per noi. Niente più gossip raccontati da Piergiorgio (che chissà come, sà tutto di tutti ed è sempre nel posto giusto quando qualcosa accade). Niente più gelo nell'aula teatro o video o conferenze, quel che è, è. Niente più Andretta che si avvolge le sciarpe intorno per spiegarci i vecchi modi di vestire.
Niente più spilli conficcati nei polpastrelli, Paduano che canta in tenore senza preavviso, Mulas e la sua mania per il total black e la borsa "GRAFFIANTE", o le grasse risate di Valentina, che perchè ride, è un mistero.
Niente più, per un estate, il tempo di riflettere su quello che c'è rimasto dentro, se con noi ci portiamo un altro pò di esperienze oltre che le ricette di Priori e il ricordo del foulard leopardato di Ciucci. (ma anche il completo floreale della ragazza del primo e le Dt.Martins di quelle del terzo). Un estate a disposizione per afferrare il crine del tempo e cavalcarlo verso un altro traguardo, che il prossimo è molto importante. Un estate per sorprendersi a pensare ai sabati passati in Accademia, tra macchine da cucire scassate e manila sparpagliata per terra. A pensare alle perle che portava Giorgia, i panini di Laura, il drum di Marzia, le camicie di Caro.
Sorprendersi a riguardare la prima collezione donna fatta con Carmelo e irrigidirsi (ero io che ho fatto 'stò schifo?) pensare a quanti passi enormi ho fatto e sapere quei passi l'ho condivisi con gli altri c'è l'impegno, il mio come quello di Ottavia o di Valerio che sembra nato per fare lo stilista. Così, con Lupo coi capelli sempre più bianchi, la Tosi più giovane e Cristiano più demenziale (e irrimediabilmente berlusconiano)...buon fine anno Accademia.

lunedì 4 aprile 2011

Gossip Accademy of costume and fashion LE COSE DA NON FARE SE SEI UNO STUDENTE DI MODA

"no, no, di te mi ricordo, di lei assolutamente no". Professor Ciucci riferendosi a noi anonimissimi.

No,se fai una cosa così, sarà dura. Metti a repentaglio la tua posizione sociale in Accademia:


1)Indossare mutandoni color carne che fanno cucù dai pantaloni (e comunque se ti si vedono gli indumenti intimi sei out giacchè il punto vita si è alzata almeno 3 anni fà)

2)Indossare calze color carne, in sostanza, per non rischiare, non comprarti abiti color carne (e se proprio ti piace, fai come lady Gaga e compra i tuoi vestiti dal macellaio)

3)Vestirsi di bianco e arancione (potresti essere scambiato per un impiegato del Conto Arancio)

4)Avere un atteggiamento ostico e impudente nei confronti di Moda donna o Storia dell'Arte, i professori in questione sono in grado di farti piangere e non ti faranno sconti, che tu sia bella e brava o brutta e grassa (pardon, volevo dire cattiva)

5)Presentare dei lavori plastificati, sporchi di colla o senza una ricerca che ti abbia prosciugato una dozzina di cartucce da stampante

6)Non sapere cos'è uno sbieco e chi l'ha reso così famoso con i suoi abiti scivolati (io lo sò e non ve lo dirò)

7)Mangiare roba fritta ( esclusa Laura, lei può tutto mangiare)

8)Parlar male dei professori che ti fanno piangere (l'avresti mai detto che sono quelli che ti insegnano di più?)

9)Non saper pronunciare: Yohji Yamamoto, Yves Saint Laurent, Manolo Blanik...

10)Non bere almeno due litri di acqua o liquidi drenanti, asciuganti, anti-liposi, dietetici, diuretici, osteoporosi (no, no, osteoporosi non centra).

Per stasera è tutto e ricordate: no al colesterolo, si a Valsoia.

venerdì 18 marzo 2011

Architettura & Moda, c'è tutto un mondo intorno

"La moda è l'architettura di un corpo"
Moda e Architettura vengono partorite da Designer con il dovere di  rispettare delle condizioni, di mezzo ci sono le taglie, i gomiti e le braccia, i pavimenti, le porte e i bagni. 
Probabilmente il primo popolo che ha fuso le due arti sono stati gli arabi con la loro cultura; il decorativismo geometrico caratterizza edifici e musei al pari delle preziose stoffe reperibili in Europa già dal XI secolo. Un'esempio eclatante dell'affinità tra questo tipo di architettura è l'Alhambra, dove le tassellature vestono elegantemente ogni ambiente. Se non l'avete mai vista andate sul sito della Ryan-air, compratevi un biglietto a due lire e volate a vederla.
Il primo a capire la compatibilità tra moda e architettura è William Morris che nell'ottocento crea le prime stampe da parati, tessuti d'arredamento e stoffe pregiate, inventando così la figura del designer ai tempi della corrente Arts and Crafts.
Saltando a pié pari da una generazione a quelle successive ci ritroviamo quì in Italia l'ingegnere/architetto/designer Elena Manfredini  che tra i suoi infiniti progetti ha creato un'istallazione studiata e realizzata per la galleria dello Sci-Arc dall'espicativo titolo "Merletti". Indovinate di che tratta.
Lo spazio della galleria è modellato come fosse un merletto veneziano messo sotto al telescopio. Elena dà il "là" aprendo un dialogo tra case di moda e studi di architettura, così che i brands più importanti legano sempre più di frequente la loro immagine ad architetti di fama mondiale. 
è il caso di Prada (adoratissima Prada) e OMA Rem Koolhaas per gli showrooms di New York, Londra, Shangai e via discorrendo per ciò che concerne la realizzazione dei fashion concept store ma anche per l'allestimento e l'allestimento della merce (vedi Prada Sponge).
Contemporaneamente AMO che è il reparto creativo dello studio olandese lavora sull'identità del brand attraverso la realizzazione di grafiche per i cataloghi e allestimenti di sfilate della stessa e di Miu Miu (e sempre  di Miuccia stiamo parlando).
Ma le collaborazioni tra architettura e moda sono ormai all'ordine del giorno; SANAA e Dior, Future System e Comme des Garcion. Spesso queste collaborazioni trovano le loro location in Giappone o in America, in Italia non ne conosco alcuna (ma potrebbe essere un mio limito, intesi).
Passando invece al materiale utilizzato, se ne sperimentano di tutti i tipi; Susie Mac Murray usa della gomma lattiginosa per i suoi abiti scultura bianchi, che niente invidiano a quelli da sposa dell'haute-couture di Viktor&Rolf. Molti artisti/stilisti sono affascinati dalla deformazione, dalla possibilità di modificare il corpo utilizzando materiali presi in prestito da altri settori; chi non ricorda il tavolo.gonna di Chalayan Hussein?
In prima linea verso questa direzione c'è anche Miyake con il progetto 132 5 in collaborazione con Reality Lab in cui delle piattaforme bidimensionali si sviluppano come degli origami intorno al corpo creando degli abiti da panico a mio avviso.
In ultimo, è doveroso citare Sandra Backlund (vincitrice Festival International de Mode et de Photographiedi Hyéres) che con la sua collezione Ink Blot ha creato degli abiti di carta composti da piccoli iceberg richiamanti il lavoro svolto da Coop Himmelbau per il Pavillion 21 Mini Opera (anche se quì le punte erano metalliche!)
Bhè, che dire, chissà cosa ne penserebbe William Morris se avesse saputo che anche grazie a lui oggi tutto questo è possibile!

Fonte: City Vision

martedì 8 febbraio 2011

Gossip Accademy of costume and fashion (questa non vi piacerà)

Ricominciano le invettive polemiche (about Accademy, it's know), fateci il callo, scrivere bene è troppo difficile per una malalingua come la mia (ma anche la vostra se siete capitati quì).
Iniziamo con l'ipocrisia, calda fonte a cui si abbeverano tutti i nostri spiriti; vi ricordate quanti elogi intessuti, a favore di un piccolo mondo come il nostro, calde coperte accoglienti, sembravano tutti a braccia aperte, pronti a tirarsi giù dal letto se avevamo un problema, come in una bella famiglia, sembravano, nevvero, professori mammeschi all'inizio, durante le presentazioni, e noi, uccelletti smarriti, felicissimi di poppare direttamente dal loro biberon, sapendo che ci avrebbero dato la mano durante questo difficilissimo percorso per diventare stilisti, creati, di più, delle STAR!!!!
Bambini, non ce l'avete una casa?Bhè, se credevate che l'Accademia avrebbe rimpiazzato il paparino, siete fuori rotta. L'Accademia è una palestra per la vita, fateci l'abitudine alle parole sprecate in complimenti e rassicurazioni, this is ipocracy (non sono affatto certa che in inglese si scriva così, Francesca mi correggerà)
Cucciolotti, i professori per la maggior parte, se ne sbattono. I più clementi fingono interessamento e per lo meno, ci provano, ma poi si rendono conto che siamo troppi da gestire, troppi figli, e mantengono un'aria quasi complice, ma è formalità, il loro ruolo è stabilito da anni di recite. Ben peggiori altri professori, ti dicono che a loro i cognomi non piacciono, ma finiscono sempre per richiederti il nome o se non ricordano, smettono di chiamarti.
Un nobel alla professoressa che prende appuntamento dall'estetista davanti alle nostre facce incredule e poi si lamenta se la sua classe è riempita dei soliti 3 secchioni a cui piace davvero la materia in se, aggiungendo che non ci và di studiare.
Un altro premio a chi assegna dei compiti sulla base di niente (ok, fà parte del gioco inventarsi delle soluzioni, ma io dove lo trovo un cartamodello del 1680?) e con il tono del capo incazzato si meraviglia che siamo degli incapaci, se ci vede imbambolati con la carta attaccata sulla fronte, il metro al collo, gli spilli in bocca e le forbici sotto le ascelle.
Mi scusi lei, ma invece della pausa caffè mi può spiegare e aiutare in questo momento critico della mia vita? Incapaci noi. Non critico (non mi permetterei) i metodi d'insegnamento di ciascuno, sono amareggiata e divertita al contempo di un' Accademia fatta di persone che fingono interessamento e serietà nei nostri confronti, quando siamo in fondo, nient altro che italiani che si coltivano l'orto e va bene così, ma non lustrate le mura dell'edificio con l'ipocrisia, pardon, ipocracy è più glam.
Non posso non citare infine un professore che mi ha ripreso ben due volte per le parole da me utilizzate: "stronzetto" riferito ad un dandy e "strafica" riferito alla Lopez, quando sul suo profilo pubblico di facebook appaiono foto non appropriate all'immagine che vuole trasmetterci, se non di raffinatezza, quanto meno non volgari.

martedì 1 febbraio 2011



Arte grafica e moda si fondono nel nuovo lookbook di Prada, ideato dalla casa di moda per presentare e illustrare, in tutti i sensi questa volta, la collezione autunno-inverno 2010. Le foto sono state scattate da Phil Meech, della parte grafica si è occupata OMA/AMO, società leader a livello internazionale che si occupa di arte, design, l’architettura contemporanea, urbanistica e analisi culturale, azienda che aveva già curato il lookbook dell’autunno-inverno 2009.





martedì 25 gennaio 2011

Gossip Accademy of costume and fashion

Cerchiamo di classificare gli atteggiamenti, il lessico e le movenze di uno studente medio di moda e costume, eccone alcuni esempi:

-Entrare in aula con gli occhiali da sole = chiedere ai suoi simili di notare l'accessorio / nascondere delle occhiaie di cui ci si vanterà per sottolineare lo stacanovismo
-Consegnare un lavoro per primi = "famme levà stà spina dal fianco"
-Consegnare nel mezzo = "mi confonderò nella massa perchè ho fatto uno schifo"
-Consegnare per ultimi = qui i casi son due: o si prende il professore sulla stanchezza (e quindi sulla clemenza), o perchè si è fatto un ottimo lavoro e si vuole concludere in bellezza.
-Sorridere e scherzare con i tecnici dell'Accademia (tutti elementi assai singolari): chiamasi "lecchinaggio"; prima o poi tornerà utile
-Accennare saluti = me la tiro perchè posso (no, non puoi)
-Sviscerare saluti quasi emozionati = faccio finta di essere umile e parlo con tutti, conosco tutti, sono-fichissima

questi alcuni esempi di parole chiave, con cui "sei (o non sei) al giro":
-favoloso = che dire?
-fantastico = non saprei che dire
-pazzesco = veramente, non saprei che dire
-incredibile = è incredibile, continuo a non sapere che dire
-ciao bella = ciao tu
-ti trovo in forma = ahahahaha, non c'è bisogno di specificare di chi stia parlando
-Margiela = con questo nome sulle labbra, sei per forza un fico
-D&G = con questo nome invece, non lo sei affatto
-Lancetti = l'ultima spiaggia (se vi piace Lancetti, optate per ValleVerde od Oviesse)
-potente, di pancia = simulazione di una cultura illimitata in storia dell'arte.

alla prossima.
ps: tutti i riferimenti a fatti/persone esistenti è decisamente reale.

sabato 18 dicembre 2010

Pitti Uomo, tra creatività e innovazione.


PITTI CITY è  il l tema di gennaio 2011
Lo skyline di una città che è un po’ Firenze, e un po’ ogni luogo metropolitano che fa riferimento alla moda contemporanea: è Pitti City, il tema di questa edizione del salone. Pitti Immagine, con la sua idea non tradizionale di fare fiera, ha da sempre avuto un rapporto molto stretto con la città. Questo gennaio sarà la città a entrare nella manifestazione: alla Fortezza da Basso, grazie agli interventi dei Tankboys, gruppo di illustratori e graphic artist, ci saranno enormi sagome di palazzi storici e grattacieli, piazze, monumenti, mercati e negozi, a disegnare una città dentro il salone, con una visione ironica e artistica, in grado di mettere assieme tutte le diverse anime e sezioni del salone. E ancora, ricostruita attraverso lightbox e manifesti, una mappa tridimensionale comunicherà l’accesso alle diverse sezioni, segnerà il percorso e l’offerta espositiva del salone. Una nuova testimonianza di quanto Pitti Uomo rappresenti, con la ricchezza delle sue diversità, il panorama più completo della moda maschile.
 
Il NUOVO LAYOUT di Patricia Urquiola completa la trasformazione del Centrale
A gennaio il progetto del nuovo layout affidato all’architetto e designer Patricia Urquiola completa la geografia del Padiglione Centrale, coinvolgendo anche gli spazi del Piano Terra: una disposizione degli stand più aperta, che mette in dialogo i prodotti e i marchi come in un vero department store. Nel percorso tra le collezioni il Piano Terra dialogherà in modo ancora più diretto con il Padiglione Cavaniglia (sezione Sport & Sport) da una parte, e con la ricerca del Fashion District dall’altra (con le sezioni Futuro Maschile, Touch!, l’Altro Uomo). Il Padiglione Centrale diventa così sempre di più luogo in cui Pitti Uomo elabora le tendenze più attuali del lifestyle, ma anche il simbolo di come il salone si sia evoluto negli anni, coniugando tutte le anime del menswear che in questo momento sono più forti sul mercato.
 
Il ruolo del NUOVO FORMALE a Pitti Uomo
Cresce il ruolo del “nuovo formale” nella geografia del salone e della moda maschile. Da una parte il Piano Inferiore del Padiglione Centrale è sempre più il luogo scelto dalle aziende - con nomi come BoglioliBrunello Cucinelli,Church’s, CIPA di Kiton, CrucianiLardiniIsaiaJacob CohenDrumohr e altri - per rappresentare con le loro collezioni lo stile emerso nelle ultime stagioni dalla contaminazione tra classico, ricerca e sportswear, espresso da altri nomi di punta del nuovo classico come CIPA di Kiton e Cantarelli, sempre protagonisti al Centrale. Dall’altra Futuro Maschile, con le sue aziende italiane e internazionali - nomi come SartorioRodaCamoshita United ArrowsAlden e altri - continua ad esprimere la nuova eleganza maschile attraverso un prodotto capace di coniugare carattere sartoriale, contenuti di stile e concretezza. Realtà affermate che da molte stagioni puntano sulla Fortezza da Basso per rinnovare la loro identità, in sintonia con i gusti, gli stili e la velocità del presente.
 
Cresce l’attenzione sullo SPORTSWEAR
Le grandi aziende dello sportswear, quelle che in questo momento stanno raccogliendo risultati importanti sul piano commerciale, fanno investimenti sempre più consistenti su Pitti Uomo, segno che il salone è riconosciuto come la piattaforma ideale per presentare le collezioni e le nuove iniziative. E mentre marchi come Marina Yachting e CP Company si aggiudicano spazi più grandi e creano allestimenti d’impatto, assistiamo anche a rientri importanti, come quello di Façonnable e di Jeckerson, o ad anteprime mondiali come la nuova raffinata collezione di Albert Arts.
 
Nuovi POP UP STORE al CENTRALE
Oltre che al Piano Inferiore e all'Attico, anche al Piano Terra ci saranno i Pop Up Store: un'area dedicata al design, con una speciale selezione di oggetti di "easy design", progetti di qualità e lusso quotidiano firmati Skitsch che dialogano con un pubblico allargato, ideati per essere venduti nei migliori concept store. Una collezione completa per l'abitare, volutamente eclettica, firmata da designer internazionali, noti ed emergenti - in collaborazione con l'art director Cristina Morozzi; e un Pop Up Store dedicato al benessere, con prodotti per la cura del corpo e della persona, sempre scelti in modo autoriale. E ancora, un’area dedicata alla passione per le moto: la Fine Art Dirt Collection sarà un’esposizione di 7 moto e una mostra che racconta due discipline come lo speedway e il flat track, interpretate da Roberto Totti e Mr Martini, due customizer di fama mondiale, e da uno stilista della calzatura come Alberto Fasciani, in un progetto curato dal fotografo Alberto Narduzzi. Queste tre nuove aree speciali sono espressione della complementarietà tra abiti, oggetti e prodotti, che sempre più caratterizzano l'offerta di lifestyle di Pitti Uomo, e riflettono l'immagine evoluta del Padiglione Centrale.
 
Il focus sulla ricerca di TOUCH!
È un mondo in crescita quello espresso dalla sezione Touch!: c’è una lunga waiting list di aziende che fanno richiesta di presentare le loro collezioni in questa sezione, e si tratta in gran parte di marchi internazionali, espressione della ricerca più eclettica nel guardaroba dell’uomo contemporaneo, degli stili più visionari, che recuperano tradizioni, materiali sofisticati e ricchi del passato, per sperimentare e rappresentare l’avant-garde oggi.
 
MY FACTORY: scommessa vincente nel rappresentare gli stili emergenti
My Factory, il progetto espositivo di Pitti Uomo nato nel giugno scorso, a questa edizione si espande negli spazi del Lyceum, con un nuovo allestimento urban curato da Oliviero BaldiniMy Factory è nato come una scommessa: quella di dare rappresentazione agli stili emergenti della moda, che fanno riferimento alla cultura metropolitana oggi, alle nuove tecnologie, alle contaminazioni tra musica, arte, design. Una scommessa non semplice per un mondo così molteplice e variegato, ma My Factory è riuscito a presentarsi come un contenitore ideale, sia per le aziende, sia per i buyer alla ricerca di novità e input commerciali. Tra i marchi di questa edizione segnaliamo: Bob Sdrunk, Commune de Paris 1871, Frost Birgens, HTC - Hollywood Trading Company, Il Sistema Degli Oggetti, Levi's Made & Crafted, Salvation Nation, Springa, Uniforms For The Dedicated.
 
Gli esordi dei nomi nuovi di NEW BEAT(S)
Sempre al Lyceum, ma al primo piano, anche a questa edizione ci sarà New Beat(s), l’area che Pitti Uomo dedica ai debutti assoluti. Provengono da tutto il mondo - dalla Corea Del Sud, dall’Australia o dalla Gran Bretagna – i giovani designer che uno scouting attento ha segnalato come i più interessanti in questo momento, e che si presentano al primo appuntamento con il pubblico internazionale proprio a Pitti Uomo. Tra i marchi presenti segnaliamo: Cipher, Moveroma, Quayeyeware Australia, Rae Jones, Resurrection, Twins For Peace.